La scuola italiana volta pagina. Con l’entrata in vigore delle nuove norme contenute nel DDL Semplificazioni (Legge 182/2025), il tradizionale sistema di accesso al registro elettronico tramite username e password fornite dalla segreteria sta per andare definitivamente in pensione. Entro l’anno scolastico 2026/2027, l’identità digitale diventerà l’unico “passepartout” per genitori, docenti e studenti.
Cosa cambia per le famiglie e i docenti
La rivoluzione è già iniziata: da questo mese, molte scuole hanno iniziato a disabilitare le vecchie credenziali. Per consultare voti, assenze e pagelle, i genitori dovranno obbligatoriamente utilizzare lo SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) o la CIE (Carta d’Identità Elettronica). L’obiettivo è duplice: garantire la massima sicurezza dei dati personali dei minori e uniformare l’accesso ai servizi della Pubblica Amministrazione.
Il “caso” delle scuole medie: stop all’accesso per gli studenti
La novità più discussa riguarda gli studenti della scuola secondaria di primo grado (le medie). Secondo le nuove disposizioni, l’accesso al registro nel primo ciclo sarà riservato esclusivamente ai genitori. A differenza del passato, i ragazzi delle medie non avranno più credenziali proprie: una scelta normativa volta a rafforzare la responsabilità genitoriale e la protezione dei dati dei più piccoli. Gli studenti delle superiori, invece, potranno continuare ad accedere autonomamente, ma solo se dotati di una propria identità digitale.
I costi e la transizione
Mentre l’accesso con la CIE rimane gratuito, si segnala che alcuni gestori privati di SPID hanno introdotto dei canoni annuali (attorno ai 6 euro), rendendo la transizione non del tutto priva di costi per alcune famiglie. Le segreterie scolastiche sono comunque al lavoro per accompagnare gli utenti in questo passaggio, che diventerà tassativo per tutto il personale e le famiglie entro settembre 2026.








